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Chi sono

Ciao!!!!!!

Mettiamoci subito la faccia:

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Mi chiamo Cattabriga Reginaldo, abito a Bologna in via Duse 10.
Le succulente, parola corretta che identifica le grasse, le conosco fin da ragazzino, ma ho cominciato ad interessarmi di loro solo nel 1985, notando una notizia sulla carta stampata: l’AIAS-Emilia Romagna (Associazione Italiana Amatori Succulente dell’Emilia-Romagna) organizzava una mostra a Pianoro. Non feci a tempo ad andare a visitarla, ma mi promisi di guardarmi attorno per aumentare le conoscenze.
Acquistai la prima piantina: Gymnocalycium friedrichii a cui fecero seguito altre.

Gymnocalycium friedrichii

Gymnocalycium friedrichii
Gianna (Reggio Emilia) – Cactus & Co

Non mi ero ancora organizzato che una altra mostra dell’AIAS era porte: questa volta mi precipitai nel luogo indicato, una attenta visita mi convinse maggiormente, non esitai a scrivermi all’Associazione. Entrando in quel gruppo ho potuto allargare le mie conoscenze ed avere maggior dettagli sulla coltivazione.
Sono passati 29 anni dal mio incontro con le grasse, non mi sono ancora stancato anche se ne avrei avuto l’occasione, anzi direi essettamente il contrario.
I primi tre anni sono stati alquanto difficoltosi: non sono riuscito a trovare un posto adeguato per il ricovero invernale. Non mi sono mai scoraggiato, la sconfitta mi dava maggior vigore facendomi ripartire pi&ugrave preparato. Gli amici che andavo man mano conoscendo nell’Associazione e i libri mi hanno notevolmente aiutato. alla fine del terzo anno mi sono convinto che era necessario acquistare una serra. Ho provveduto attraverso Casa&Giardino l’acquisto di una serra provvista di vetri finestra apribile automaticamente col calore del sole e porta delle dimensioni m. 2,57X1,95.

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Serra da Giardino – una parte

È andato meglio, ma non del tutto, ho perso ugualmente altre piante. Molto probabilmente è lo “scotto” del prime esperienze in materia, penso sia inevitabile.
Le piante sono state sempre state coltivate all’aperto da fine aprile a novembre, e ricoverate al coperto da inizio novembre ad aprile.
Nel 1989 ho dotato la serra di una stufa elettrica con termostato ambientale. Adottando questo sistema di riscaldameno la bolletta energia elettrica ha inciso notevolmente sui costi di gestione.
Dopo il primo anno, per limitare i costi, ho pensato di proteggere nelle ore notturne le piantine ponendo sui vetri della serra uno strato di cartoni, a sua volta protetti dagli agenti atmosferici (acqua e neve) da teloni cerati che toglievo alla mattina.
Ho perso quasi nulla, per cui ho acquistato nel 1990 un altro pezzo di serra delle stesse dimensioni e fattezza della precedente, con aggiunta di un raccordo, sempre con vetri singoli. fra le due serre di circa 40 cm, portando così le dimensioni totali a circa m. 5,50×1,95.
Su un vetro verticale, circa nella parte centrale &egrave stata collocata una ventolina circolare con apertura manuale per aumentare l’aerazione all’interno,
In seguito all’aumento di grandezza veniva collocato in serra una stufa piezoelletrica da accendere, nelle giornate più fredde, al mattino e da spegnere alla sera quando mettevo in funzione l’altra stufa e coprivo con i cartoni.
Sono andato avanti con questa situazione almeno altri 5 anni : non ho perso più nulla.
L’esperienza acquisita, mi ha poi fatto modificare le accensione delle stufe (di giorno la elettrica, di sera quella con le bombole di gas-propano) e non ho più ricoperto alla sera la serra con i cartoni: le piante sono state meglio.
Per mutate situazioni famigliari ho dovuto modificare il sistema di ricovero invernale:ho dovuto sistemarle in un appartamento senza riscaldamento su scaffali aperti o parziamente chiusi . La temperatura interna non si è mai abbassata sotto i 10° se per brevi periodi.
La conservazione e il mantenimento delle piante in certi momenti è problematica, ma non difficile da gestire.
Dopo il normale adattamento la esperienza accumulata mi ha permesso di non avere ogni anno grosse perdite: alcune sono morte per la scarsa luce (eccessiva eziolatura) , la difficoltà di dare l’aerazione ai locali ha reso difficile la fornitura di corretto calore
 e di una adeguata umidità.

Per migliorare il clima nei locali in cui ho ospitato ho provveduto, nei mesi invernali, circa ogni tre giorni a fare un ricambio d’acqua (acqua che ogni volta veniva portata ad ebollizione) nei contenitori posti nei pressi delle piante.

Le morti sono calate e la successiva ripresa vegetativa è stata più facile.
A primavera le piante sono poste tutte all’aperto o nelle terrazze e davanzali o sui muri perimetrali del cortile condominiale.

Alla ripresa vegetativa della primavera 2014 è stato necessario pulire molto piante dalle cocciniglie, segno inequivocabile che in casa non si è riusciti a donare un adeguato temperatura alle piante.
Al momento sembra che la pulitura ha avuto successo e gli acquazzoni di questi giorni hanno aumentato il salvataggio e la ripresa vegetativa. Ora speriamo che arrivi il caldo, ma non repentino.

Il 2014 è stato sostalzialmente positivo per la coltivazione e per la vita delle mie piante: ho potuto acquistare alle mostre e nei mercati altre piante che hanno rimpiazzato in parte quelle che non ero riuscito a dare una giusta cura.
Ho provato a rivolgermi ad un vivaista specializzato in piante succulente ed ho provato acquistare essenzialmente solo Euphorbiaceae, ma dato che l’operazione di rimpianto e forse la mancanza di esperienza su piante da seme per il loro mantenimento in inverno non mi ha permesso, in gran parte, di rivederle in primavera, forse un’altra causa delle perdite è da imputare molto probabilmente al tardivo acqquisto: avvenuto a settembre.
L’inverno 2014-2015 non ha prodotto danni: un inverno mite che mi ha permesso di controllare la vita delle piante.

2015: le piante sono state all’aperto fino a metà ottobre, ma dovuto correre ai ripari per troppa frequenza della pioggia anche se la temperature si sono sempre mantenute superiori come minima ai 10°.
Al momento che scrivo,18 ottobre 2015, la temperatura si aggira intorno ai 12°. Alcune piante sono ancora all’aperto, non avuto il tempo per dare loro una giusta collocazione.
Sono all’aperto ancora tutte le piante appartenenti alla famiglia delle Opuntia (un dicreto numero di piccole e di grandi dimensioni), i Cissus, tutte le Mammillarie (alcune sono in terrazza di appartamento dove difficimente arriva acqua,) , alcuni grandi Ferocactus, un Echinocactus grusonii di grandi dimensioni, alcume piante colonnari di una certa grandezza, due Crassule arboreum di dimensioni discrete, una Carnegiea gigantea e tutte le Agavi sia piccole che grandi.
Nel corso dell’anno ho potuto rivogermi allo stesso vivaista ed ho riacquistato le piante che non sono riuscito a conservare nel settembre 2014 praticamente le stesse. Al momento sembrano abbiano attecchito bene, tranne la Euphorbia nivulia.
A maggio all’evento dedicato ai fiori delle terraze e dei giardini ho acquistato alcune Euphorbie che da tempo non avevo più; una fra tutte Euphorbia pachypodioides, al momento anche queste sono in buono stato di conservazione.
Nei prossimi giorni conto di sistemare almeno al coperto tutte le piante ancora all’esterno e terrò aggiornato la pagina per il comportanto di tutte le piante dopo questa ondata di pioggia copiosa: la mia esperienza mi fa ben sperare anche per il fatto che le piante sono in piena vegetazione.
Mi stavo dimenticando quasi tutte le pianta, anche se l’anno 2015, sarà ricordato come l’anno più caldo, hanno subito un grande aumento di dimensioni, in alcuni casi anche del doppio di quanto si erano presentate ad inizio 2015.
Passiamo al 2016. Anno sostalzialmente molto caldo e poco piovoso, praticamente senza neve se non una piccola spruzzata. Il sole ha cominciato a farsi sentire già da marzo, pioggie poco anche nei mesi in genere molto piovosi.
La messa all’aperto di tutte le piante è terminata a metà maggio. Le piante hanno cominciato subito a crescere e prendere vigore e quindi ancora una volta la natura ha dato segni che le “grasse” non ne possono fare a meno di accettare tutta la sua potenza e segno che devono vivere sollo all’aperto quando la temperatura non si abbassa molto. Pur essendo stato in vacanza tutto il mese di agosto sono riuscito a dare le giuste risorse per la conservazione e il mantenimento in vita delle stesse. Arriviamo al momento del mio aggiornamento: ho dovuto correre ai ripari per il freddo notturno improvviso (siamo al 7 ottobre) per alcune piante che necessitano di temperature più alte: le Euphorbiaceae che ho appoggiato sui tavoli, ma non collocate per il riposo invernale e il Pachypodium lamierei, Alluadia adscendens avrei dovuto mettere al riparo anche l’Alluadia procera, ma fra le tante mi è sfuggita provvederò domani. Nei prossimi giorni, visto che le previsioni meteo danno una ulteriore abbassamento notturno della temperatura con pioggie copiose, cercherò di collocare momentaneamente in cantina tutto ciò che è possibile per riuscire poi a portarle dove passeranno l’inverno come nell’anno 2015. SPERIAMO BENE!!!!!!

2017: Causa salute fin dal mese di gennaio, non riuscivo a camminare e quindi le piante non hanno avuto i trattamenti che dovevano avere. Fatto visite su visite: risonanza magnetica al ginocchio sinistro e altre visite. Diagnostica: parziale rottura non riparabile se non con molta ginnastica e trattamenti di “tecar”
Ad inizio febbraio la spalla destra ha subito una lussuzazione e quindi ulteriori infagine che hanno portato a fare altra “TECAR”.
Ho sopportato e sono andato avanti con molto lentezza nei movimenti, ho cominciato a fare le cure. Sono leggermente migliorato sia nella soportazione del dolore sia nei movimenti.
Purtroppo le piante hanno sofferto moltissimo e molte sottonileo molte non hanno superato l’inverno anche se è stata una stagione invernale molto secca e non fredda se non per brevi periodi e se no ricordo male già da metà febbraio abbiamo avuto molto sole e temperature molto miti che avrebbero aiutato per moltissime cactaceae la ripresa vegetativa.
Pure marzo abbiamo avuto molto sole e così aprile. Non avuto il tempo e la forza di cominciare a portare le piante all’aperto se non dopo la Pasqua 2017, 16 aprile, Dato la mia limitata autonomia, per le ragioni spiegate in precedenza, ho potuto trasportare in cortile al massimo 4 piante con vaso di 10 cm di diametro facendo avanti indietro per le scale: le piante nel ricovero invernale sono collocate al 4 piano. Alcuni giri con singole piante e quindi sono andato avanti nel trasporto all’aperto con le ultime di dimensione enormi al 24 maggio 2017. Ho dovuto poi interompermi per ginnastica in palestra fino al 10 maggio. Fino ad oggi 11 luglio ho sistemato adeguatamente le piante in modo tale che tutte ricevessero la luce o l’ombra nella quantità utile la loro vita di ogni giorno. Quelle in cortile ogni 7 giorni hanno ricevuto attraverso lo “spinello” la giusta quantità d’acqua e così quelle collocate nelle due terrazze e nei tre davanzali vaso per vaso con annaffiatoio. Purtroppo è piovuto poco e quindi dato le temperature elevate in questi ultimi giorni di caldo intenso (40°) si è dovuto provvedere ad annffiare ogni 3 giorni. Oggi pomeriggio 11 luglio finalmente il cielo ha portato un bell’acquazzone ho dato sollievo sia alle persone che alle piante. Si spera che a questa “manna” ne possa fare seguito altre.
22 novembre 2017. Si riprende l’aggiornamento attività coltivazione piante presenti nella mia collezione. Non abbiamo avuto più pioggie fino a novembre, ma ormai le piante era tutte posizionate. Al momento qualcune: Euphorbiaceae, Crassulaceae e Cactaceae (Mammillarie, Echinopsis, Echinocereus, Parodia,….) sono stae posizionate nella stessa posizione che erano state negli passati e quindi non dovrebbero avere problemi di conservazione, dovrò solo stare un pò attento e mamntenere per alcune di esse, vedi Euphorbiaceae, un certo controllo per quanto riguarda l’umidità e il calore.
Per effetto della cattiva salute, ginocchia e spalla, vedi le cure fatte ad inizio anno,(vado meglio, ma non completamente) ho optato di mantenere in cantina: tutte le Crassule ovata e alcune Crassule arborescens, le Agavi, e tutte gli ibridi di Pachyphytum e diverse piante di Graptopetalum. Sono invece rimaste alle interperie piante che resistono molto bene a quasiasi inverno: Sedum palmeri, Sedum spectabile (Hylotelephium spectabile), Sempervivum, Sedum acre, e ibridi di Pachyphytum cresciuti in mezzo a Sedum americanum. nella lavanderia presente nel palazzo sul focolare una rossa pianta di Agave americana, 3 Cereus non bene identificati di grande dimensione, e due Echinopsis ricuperati vicino a contenitori pubblici della spazzatura. Speriamo che la poca luce non abbia influenzare la lora conservazione, ma dato che sicuramente la temperatura non sarà elevata la vegatazione andrà in riposo.

2018

16 maggio 2018. L’attività dopo il riposo invernale è ripresa da circa due mesi essendo stato aprile molto caldo. Attualmente diciamo che l’esperimento adottato l’anno scorso di ricovero piante in zona piano terra (cantina e lavanderia) è completamente riuscito. Le piante (Agavi, Crassula ovata, e vari ibridi di Pachyphytum) che si trovavano in quel luogo sono state portate tutte all’aperto. Anche le piante che ero riuscito a mettere a riposo sono praticamente quasi tutte all’aperto: Crassule piccole e grandi, Echeveria, Mammillaria, Hawortia, Aloe, Opuntia piccole e grandi, alcune Cactacee colonnari, alcune piante della famiglia Asclepiadaceae, alcuni Ferocactus, Echinocactus grusonii e grandi Euphorbia (grandicornis, eritrea, ammak marmorata, ammak variegata, abyssinica. cooperii, candelabrum, Monadenium spectabile). Nei prossimi giorni le Euphorbia ancora in casa saranno collocate in terrazza per la maggior parte ed è quindi probabile che altre Euphorbia potranno essere portate in cortile, si darà comunicazione in seguito. Situazione perdite, da una prima analisi sono andate perse: Jatropha podagrica (tenterò di fare talea cima salvata), Euphorbia triangularis crestata (forse si tenterà anche qui talea di un piccolo pezzo di ramo), Euphorbia meloformis, Euphorbia valida, 2 Euphorbia milii, una Euphorbia horrida accestita.
Oggi 19 maggio 2018 ho cominciato a posizionare le piante sul terrazo, ma prima ho steso la tenda di vimini anche se il clima instabile attuale mi dava ancora possibilità di attendere, ma l’ho fatto ugualmente per dovere spostare le piante già posizionate. Conto nella giornata di domani di finire in quanto la quantità da mettere sui due terrazzi non è numerosa. in effetti non è stato difficile terminare il lavoro, ora si aspetta l’estate.
Anche quest’anno abbiamo partecipato alla mostra allestita dalla Associazione AERS a fine maggio. Ho portato alla manifestazione solo Euphorbiaceae che sono le mie amate e quindi in migliori condizioni. La mostra si è svolta presso il Centro Sociale per anziani Rosa Marchi” sito in Via Nenni 11 26-27 maggio 2018.

Centro Sociale per anziani “Rosa Marrchi”

Ha avuto successo sia per partecipazione di molti soci e di altro pubblico. Le piante esposte sono state di grande fattibilitò.
Dopo maggio l’estate è scoppiata leteralmente e si è fatta sentire notevolmente e quindi ho dovuto controllare costantemente le piante sia quelle che erano in terrazza che in cortile dando loro tutte le risorse necessarie per mantenerle in salute. Ora che siamo ormai alle porte di dicembre posso essere orgoglioso di aver portato in porto anche quest’anno tutte le piante che avevo esposto a primavera, anche qualcuna è morta, ma per mia fortuna sono riuscito a rimpiazzarle egregiamente.
Ora tutte le piante sono state collocate speriamo nel modo migliore e riuscire a controllarle per averle in piena efficenza nella prossima primavera 2019. In questo giorni ho ripristinato nei contenitori presso le piante una certa quantità d’acqua per favorire una costante umidità nell’aria: ho proceduto come negli passati scaldando fortemente l’acqua, che provvederò ogni 20 circa al ricambio, riscaldando.
Ho dimendicato di dire che tolto le piante ho smontato la tenda di vimini che avevo posto in primavera per riparare le piante poste in terrazza dal sole pieno del pomeriggio: dovrò controllare se è ancora usabile.
         

2019

Inverno molto buono per nostre piante: non è stato freddo. Si è comonciato a mettere all’aperto le piante con molto cautela: di giorno molto caldo con  giorni con massima intorno ai 20° con minima molto variabili (giorni intorno ai zero, altre con temperature dai 5.8, 10°). Ho posto per ora all’aperto ibridi di Pachyphytum, molte piante di Graptopetalum paraguayense, le Agavi, alcune Echinopsis, alcuni cacti collonari. Nonostante che le temperature si suano mantenute basse le piante che avevo portato all’aperto, hanno resistito bene. E’ stato un maggio piovoso, le piante ha sopportato bene.
A giugno inoltrato, visto che quest’anno non ho voluto provvedere ha montare in terrazza la tenda di vimini (ho posto in essere una copertura coperture ombreggiante fatta con teli di juta fermati con mollette), ho portato in cortile molte Euphorbia colonnari: E. cooperi, E.ammak, E. ingens, E. abyssinica, Monadenium arborescens, ……. Ho tenuto invece sulle terrazze Euphorbia più maneggevoli: E. knuthii, E. aeruginosa, E. echinus, ………
Dopo ala metà di giugno le temperature solo salite di molti gradi sia le minime che le massime per cui è stao necessario provvedere ad usare lo “spinello” per dara acqua in abbondanza, ogni 5-6 giorni. Ritengo che se temperature perdurassero a mantenersi a livelli così alti (massima intorno 40° e minima superiore ai 25°) sarà inutile continuare a dare le acqua in quanto la vegetazione si ferma e quindi somministrare ulteriore risorse non porta uleriori benefici, forse mantiene fresche le radici. Si aspetta comunque che qualche temporale estivo faccia il suo corso.
A proposito di temporali estivi il giorno 22 giugno ho venuto una grossa grandinata con masse di ghiaccio grandi come noci. Ci sono stati danni, dove ha colpito notevoli danni ( vetri rotti, ammaccature di carozzerie. verande bucate ….) Non ho subito danni, posso dire di essere sto fortunato.
La vita continua vedremo l’evolversi della stagione, sapremo sicuramente prendere provvedimenti, se sarà necessario.

 

Gli anni come personale universitario

Le Associazioni

Le foto presenti in questa pagina vengono direttamente da Internet. Le piante vengono identificate con il nome della specie, l’autore della foto e il sito da cui sono state ricavate ove è stato possibile.Se, il mio agire, non è corretto si prega di avvisarmi attraverso corrispondenza elettronica. Grazie.