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Apocynaceae

Fabiano Sodi sulla rivista “Giardini & ambiente” presenta la famiglia delle Apocynaceae

Presentazione

Alla famiglia delle Apocynaceae appartengono molte piante dalle proprietà tossiche. Il nome stesso, che letteralmente può essere tradotto con “lontano dal cane”, si riferisce appunto a questa loro caratteristica e ricorda che l’ingestione delle foglie, i semi o altre parti della pianta, soprattutto il lattice che sgorga dalle ferite, possono essere dannosi per la salute d’animali e persone. Nella maggior parte dei casi l’ingestione accidentale non è causa di gravi avvelenamenti, generalmente provoca leggeri disturbi gastrointestinali che non necessitano neppure di un trattamento medico. Alcune specie contengono però sostanze alcaloidi estremamente nocive che, addirittura, possono anche risultare letali. L’oleandro (Nerium oleander),

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nerium Oleander
Agraria.org

ad esempio, tipico rappresentante di questa famiglia, con le sue innumerevoli varietà è una delle specie vegetali più comuni che ornano i giardini, anche pubblici, ma rappresenta pure una fra le piante velenose più a rischio con le quali, quotidianamente, esiste il pericolo di venire a contatto. L’oleandro è bellissimo, ha poche pretese e immancabilmente ogni anno ripaga delle cure ricevute con abbondanti e appariscenti fioriture; per questo è una pianta ornamentale tanto apprezzata e diffusa e lo stesso si può dire di tante altre Apocynaceae. Chi lo desidera non deve rinunciare a coltivare soggetti così attraenti ma semplicemente avere la consapevolezza di ciò che si appresta ad accogliere nella propria casa ed eventualmente, se la situazione lo richiede, assumere accorgimenti utili ad evitare possibili incidenti.

Fra le Apocynaceae più belle ci sono senz’altro le Allamanda
che sono arbusti più o meno grandi originari delle Americhe, con rami allungati e stretti. La più nota è Allamanda cathartica

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Allamanda cathartica
Philippine alternative medicine

che, con i suoi grandi fiori campanulati di colore giallo brillante, è stata la prima ad arrivare in Europa nel XIX secolo. Si tratta di un vigoroso rampicante che può raggiungere anche i sedici metri d’altezza, con grandi foglie giallastre raccolte in verticilli. In natura vive nelle paludi a mangrovie e lungo le rive dei fiumi dell’America meridionale, dalla Guyana alle coste nord orientali. Simili, ma con un portamento più modesto, sono anche Allamanda blanchetii, a fiori da violetti a rosa porporino, ed Allamanda schotti. Tutte piante da serra calda che tollerano con difficoltà temperature che scendono sotto ai 10 °C, ma crescono bene e regalano splendide fioriture anche se tenute in vaso.
Piante volubili molto eleganti sono poi le specie del genere Mandevilla,

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Mandevilla splendens
dalla rete internet: lavorincasa.it

originarie dei boschi dell’America centrale e meridionale. Queste hanno fiori imbutiformi, appariscenti, con una variet‹agrave; cromatica che spazia tra il bianco, il giallo ed il violetto. Sono molto adatte per rivestire un pergolato o un graticcio che in estate inevitabilmente ricoprono con i loro fiori. Mandevilla mal sopporta temperature minime al di sotto dei 7 °C, tuttavia alcune varietà sono in grado di sopravvivere anche in climi più freddi perdendo completamente la parte aerea e ricacciando nuovi getti nella primavera successiva. La più conosciuta è Mandevilla laxa

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Mandevilla laxa
Vivaio Gianni [Marentino (Torino)]

nota anche con il nome di gelsomino del Cile, che è stata la prima ad essere introdotta in Europa dall’Argentina. Ha fiori bianco candidi ed è quella che tollera meglio di altre le basse temperature.
Numerose Apocynaceae sono piante ornamentali eccellenti ma senz’altro la specie che ha riscosso maggior successo, soprattutto negli ultimi anni, è il rincospermo (Trachelospermum jasminoides),

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Trachelospermum jasminoides
Agraria.org

un rampicante molto versatile e generoso, insensibile a qualsiasi maltrattamento. Questa pianta non teme nè siccità n&egrve; malattie, solo il freddo troppo intenso. Egrave;sufficiente collocarla in una posizione riparata a ridosso di un muro e ben presto, senza particolari cure, ricopre la parete con il suo denso fogliame sempreverde ed a questo farà poi seguito una cascata di bianchi fiori intensamente profumati. A buon diritto il rincospermo ha conquistato il suo spazio in ogni giardino, in ogni terrazzo e anche sul più piccolo dei balconi. L’unico difetto, se un difetto lo dobbiamo trovare, è proprio questa sua eccessiva popolarità che purtroppo ha finito per renderlo banale.
Generalmente tra le ornamentali si trova inclusa anche Acokanthera oblongifolia,

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Acokanthera oblongifolia
Zimmerpflanzen

un arbusto originario dei boschi aridi dell’Africa meridionale. Questo piccolo alberello ha un aspetto gradevole, con dense infiorescenze di piccoli fiori bianchi e produce invitanti bacche rosso-nerastre della grandezza di un oliva, ma in realtà si tratta di una pianta molto velenosa. Nei luoghi di origine, dalle radici e dai semi dell’Acocantera, viene estratta una linfa lattiginosa che, mischiata al latice di altre piante, serve a preparare veleni estremamente potenti, utilizzati per intingere le frecce adoperate nella caccia. Molteplici sono i principi attivi che caratterizzano gli alcaloidi contenuti nelle Apocynaceae e quindi diversi sono gli effetti che queste sostanze possono avere sull’organismo. La loro proprietà più nota, tuttavia, è quella di avere un’azione cardiotonica e proprio per questo motivo, specie tanto micidiali: è il caso ad esempio dello Strophanthus, trovano un utile impiego in medicina.
Alla luce di quanto è stato appena detto potrà apparire inverosimile ma alle Apocynaceae appartengono anche piante dai frutti commestibili. La più nota è Carissa macrocarpa,

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Carissa macrocarpa
Anthropogen.com

un arbusto spinoso originario del Sudafrica che, allo stesso modo di altre specie del suo genere, produce bacche di forma ovoide, con polpa e buccia di colore rosso scuro e dal gusto acidulo. La carissa è anche una pianta di aspetto gradevole, con fiori bianchi molto graziosi che non sfigura affatto come pianta da appartamento.
A questa famiglia appartengono vegetali dal portamento e dalle forme più diverse, vi sono inclusi alberi, arbusti, rampicanti ed erbe, ma indubbiamente le forme più insolite fanno parte delle cosiddette specie succulente.

Le specie succulente della famiglia Apocynaceae sono descritte da Mario Cecarini nel sito famiglie-succulente

Habitat:

i generi che comprendono piante grasse sono distribuiti ai tropici, Corno d’Africa, Madagascar, Socotra, Africa orientale e sud-occidentale.

Descrizione:

grande famiglia comprendente oltre 200 generi e 2000 specie, trattasi di piante dicotiledoni a forma arbustiva, con foglie semplici a volte alterne e venature parallele. I fiori, estivi, appariscenti, ermafroditi, attinomorfi, hanno cinque petali e cinque sepali. L’impollinazione può avvenire solo ad opera di insetti specializzati muniti di proboscide (farfalle). Il frutto a volte è a forma di bacca o di drupa. I semi sono forniti d’albume, di ali o peli. I generi succulenti, caudiciformi o pachicaule, sono forniti di lattice tossico. La famiglia è imparentata con le Asclepiadaceae. L’ovario supero o semi-infero, è dotato di due follicoli deiscenti contenente semi piatti.

Terreno:

formula base.

FORMULA BASE

– 3 parti terra di giardino o di campo, sabbiosa o tufacea;
– 2 parti di humus (terriccio di foglie o per acidofile);
– 5 parti di sabbia non calcarea della grandezza di un chicco di riso ancor meglio se mescolata a lapillo vulcanico, pomice, pozzolana di 2-4 mm., il tutto senza polvere. (nota 1)

Chi ha difficoltà a procurarsi della sana terra di giardino o di campo, può usare quest’altra

FORMULA BASE

-1 parte terriccio di foglie o per acidofile (Azalea, Rododendro, ecc.)
-2 parti lapillo vulcanico (lava) del diametro di 2-4 mm. (oppure pomice o pozzolana, anche in miscuglio fra loro). (nota 1)
-1 parte sabbia non calcarea del diametro di 2-4 mm. (nota 1)

(nota 1 I materiali inerti quali lapillo vulcanico, pozzolana, vermiculite, agriperlite, argilla espansa, sabbia non calcarea, tutti delle dimensioni non superiori a 4-5 mm. devono essere stacciati nel caso contengano polvere e possono, in linea di massima, essere usati indifferentemente, in numero di due o al massimo tre tipi. La scelta è il più delle volte dettata dalla reperibilità locale dei suddetti materiali, aventi lo scopo di areare il suolo, permettere un più rapido sgrondo dell’acqua superflua e apportare i sali minerali.

Esposizione:

luce brillante.

Temperatura:

minima di circa 16°C.

Acqua:

abbondante durante la stagione di crescita.

Coltivazione:

i generi sono delicati. D’inverno si possono tenere in casa. Non dimenticare di concimare regolarmente. Si propagano per seme.

Principali generi:

Adenium, Pachypodium, Plumeria.

Adenium obesum

Adenium obesum
Gianna (Reggio emilia) – Cactus & Co

Adenium socotranum


Pachypodium bispinosum
Giovangi (Roma) – Cactus & Co

Pachypodium gracilius
Marco58 (Roma) – Cactus & Co

Plumeria acutifolia

Plumeria acutifolia
Bruno (Roma) – Cactus & Co

 fiore Plumeria

Fiore Plumeria
Bruno (Roma) – Cactus & Co

Le foto presenti sono prese dalla rete. Dove è stato possibile al nome della pianta è stato affiancato o il nome dell’autore o il sito di riferimento. Si prega prima eliminare l’immagine, di avvisare attraverso posta elettronica. Grazie