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Pedilanthus, Synadenum, Jatropha, Elaeophorbia


EUPHORBIA MONADENIUM PEDILANTHUS SYNADENIUN JATROPHA ELAEOPHORBIA ENDADENIUM

IL GENERE PEDILANTHUS

Il genere comprende solo 14 specie, tutte centroamericane (dalla Florida alla Colombia e al Venezuela).
Si tratta di piccoli alberi o di cespugli con rami legnosi o succulenti, contenenti un lattice per lo più bianco.
Le foglie, a picciuolo breve, hanno margine intero e cadono con grande facilità.
Le infiorescenze (le piante sono dioiche) possono essere laterali o terminali, singole o ramificate dicotomicamente.
Ghiandole nettarifere in numero di 2, 4 o 6, fra di loro diseguali; alcune ghiandole nettarifere si prolungano in una espansione fogliare che avvolge tutto il ciazio (ciatofilli compresi) a formare una struttura simile a una scarpa (di qui il nome generico).
I fiori femminili sono lungamente picciuolati. I complessi ciazi delle specie di Pedilanthus sono di colore rosso o rossastro e adattati per l’impollinazione ornitofila (colibrì ). Il nettare prodotto all’interno dell’infiorescenza cola talvolta in forma di gocce dense all’esterno.
La coltivazione è semplice: aridità quasi completa in inverno, con temperature mai inferiori a 10° C, annaffiature regolari in estate. Moltiplicazione per semina o per talea. La più conosciuta e più facile da reperire è Pedilanthus tithymaloides

Pedilantus macrocarpus, infiorescenza

Pedilanthus macrocarpus, infiorescenza
Bruno (Roma) – Cactus and Co

 
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IL GENERE SYNADENIUM

Citiamo fra le specie il Synadenium cupulare e il Synadenium granthii nella forma totalmente verde che nella forma “rubra”
Piccolo genere comprendente una ventina di specie di casa nell’Africa tropicale meridionale e orientale.
Si tratta di piccoli alberi o cespugli, provvisti di abbondante lattice molto tossico.
I rami, inermi, sono alquanto ingrossati e portano foglie carnose o coriacee, disposte per lo più a rosetta all’ estremità dei rami e quasi completamente caduche all’inizio della stagione secca.
Infiorescenze (le piante sono dioiche) ripetutamente ramificate dicotomicamente; ciazi con ghiandole nettarifere concresciute, di forma circolare.
Le specie di questo genere sono poco conosciute e di scarso interesse per l’amatore a causa delle notevoli, dimensioni che vengono rapidanente raggiunte.

Synadenium granthii forma rubra

Synadenium granthii forma rubra
Orpheos (Alessandria) – Cactus and Co

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IL GENERE JATROPHA

Si tratta di un genere “ricco” comprendente circa 170 specie a diffusione cosmopolita nelle regioni tropicali e subtropicali. L’ aspetto delle piante appartenenti a questo genere è estremamente vario: si passa da specie erbacee, anche annuali, a specie fruticose, caudiciformi, a specie arborescenti.
Il colore del lattice, che non è mai bianco, varia dal giallastro al rosso.
Le foglie possono essere semplici o palmate, provviste o meno di picciuolo: il loro margine può essere intero o seghettato. Stipole alla base delle foglie quasi sempre presenti; esse sono incise, ghiandolose, pelose o spinescenti.
L’infiorescenza, di solito molto ramificata, può essere laterale o terminale. I fiori sono di norma monosessuali con cinque sepali e cinque petali. La corolla può essere di colori diversi, spesso è rossa. I fiori femminili sono in minoranza e si trovano sempre circondati da fiori maschili che recano (6)-8-(10) stami.
Il frutto è una capsula esplosiva triloculare.
Dal punto di vista sistematico, questo genere risulta ancora oggi poco studiato, come poco studiate sono le proprietà del lattice.
Alcune specie trovano impiego nella medicina popolare, altre sono coltivate per l’estrazione di grassi da destinare alla saponificazione, altre (come Jatropha curcas) per la produzione di olio e altre ancora come piante ornamentali in climi favorevoli.
La coltura delle Jatropha richiede l’uso di contenitori poco profondi e di un substrato ricco e permeabile.
Lo svernarnento dovrà avvenire a temperature non inferiori a 8° C
In condizioni di aridità le piante perdono le foglie.
In estate è bene evitare che il substrato si asciughi completamente fra una innaffiatura e l’altra e conviene essere parsimoniosi nelle concimazioni: piante troppo ben nutrite crescono troppo in fretta e perdono il loro aspetto caratteristico.
Le specie caudiciformi temono l’umidità stagnante al colletto.
La moltiplicazione si effettua mediante semina e (per le specie non caudiciformi) anche per talea.
Le specie più meritevoli di coltivazione sono: Jatropha cathartica ex berlandieri, originaria del Messico settentrionale e degli USA meridionali, caudiciforme con fiori rosso-viola, Jatropha macrantha, originaria del Perù, cespugliosa con fiori di color rosso-fuoco intenso e Jatropha podagrica, originaria del Centro-america, caudiciforme con fiori di color rosso-fuoco splendente, è la più diffusa in cultura.

Jatropha cathartica ex berlandieri

Jatropha cathartica ex berlandieri
Fralpa (Palermo) – Cactus & Co

Jatropha podagrica

Jatropha podagrica
Orpheos (Alessandria) – Cactus & Co

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IL GENERE ELAEOPHORBIA

Si tratta di un genere con poche specie (3 o 4) originario dell’Africa tropicale e occidentale (dal Ghana al Camerun e, verso sud, fino all’Angola e all’Uganda).
Le piante appartenenti a questo genere sono alberi che possono raggiungere oltre 20 m di altezza, con poche o molte ramificazioni alquanto succulente.
I rami sono armati di spine accoppiate e portano foglie grandi, succulente, coriacee, che nella stagione secca cadono in parte.
Le infiorescenze spuntano dalle ascelle delle foglie, sono poco ramificate e portate da un picciuolo breve.
Ogni ciazio è provvisto di cinque ghiandole nettarifere molto grosse. I due sessi sono portati da piante diverse.
Il frutto è una bacca carnosa indeiscente.
A causa delle dimensioni che le piante appartenenti al genere Elaeophorbia possono raggiungere, sono raramente coltivate anche perché si adattano male a una coltura in vaso.
Lo svernamento dovrà avvenire a temperature non inferiori a 10° C.
La moltiplicazione si può effettuare per talea o mediante semina. La specie più nota è Elaeophorbia drupifera, largamente diffusa dal Ghana fino al Camerun e all’Uganda.
Si tratta di un albero, che comincia a ramificarsi a partire da un’altezza di circa 2 m. I rami sono ascendenti, cilindrici o appena pentagonali.
Le foglie sono obovate con l’estremità arrotondata e la nervatura assai accentuata sulla pagina inferiore.
Il picciuolo è breve e affiancato da una coppia di spine corte (lunghe fino a 3 mm) e tozze. Le ghiandole nettarifere sono giallo-brune.

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