Crea sito

Come coltivarle

NOTE DI COLTIVAZIONE

Coltivare piante succulente non presenta in generale, grandi difficoltà.
Va comunque ricordato che, nelle nostre regioni, un periodo pari a circa metà dell’anno è sfavorevole alla loro crescita. Dalla metà dell’autunno (novembre) sino a primavera (generalmente fine marzo o inizio aprile o anche più avanti) la temperatura e la piovosità sono assolutamente inadatte alla sopravvivenza delle piante del deserto.
È comunque sufficiente per la maggior parte di esse ricoverarle in ambienti con clima variabile con minima che non supera la soglia dei 10° e, per quanto possibile, alla luce.
In queste condizioni le succulente entrano in riposo e possono tranquillamente fare a meno delle annaffiature per alcuni mesi.
Va pure detto che diverse specie, in genere le Cactaceae necessitano di una temperatura decisamente inferiore ai 10° C. L’esperienza vi insegnerà come agire, sarà utile avere in dotazione un buon libro che tratta questo tipo di piante. In anni recenti la tecnologia moderna, computer, è venuta in soccorso sopperendo alle mancanze di conoscenze.
Prima di metterle all’aperto verificare che la stagione si sia stabilizzata: nella notte la temperatura non deve scendere sotto i 10° C.
Necessitano di maggior calore (13-17 ° C.) le Euphorbiaceae e la quasi totalità delle caudiciformi

a) L’ambiente

L’ideale per far crescere e fiorire le piante succulente è disporre di uno spazio totalmente all’esterno, in posizione ben ventilata in pieno sole od in mezz’ombra a seconda delle specie.
Contrariamente a quanto comunemente si crede non sono piante da appartamento, eccetto alcune specie; un balcone, il davanzale di una finestra od un giardino esposti ad est od a sud offriranno alle nostre piante, durante la buona stagione, l’ambiente ideale.
Un segreto per farle fiorire è osservare scrupolosamente il riposo invernale.

b) La luce

Il fattore luce è molto importante per le nostre piante in quanto essa favorisce la corretta crescita, tuttavia durante il riposo invernale non è strettamente necessaria purché la “grassa” non venga collocata in luogo caldo e pertanto non le si dia la possibilità di un riposo.
Esistono piante che hanno bisogno di ombra o di mezz’ombra (quasi tutte le piante con foglie) e altre che devono essere collocate in piena luce , ma non al sole diretto (tutte le spinose della famiglia Cactaceae). Informarsi presso amici o altri mezzi: libri, computer dove è meglio posizionarle.
Dopo il riposo invernale sarebbe necessario, per tutte, effettuare un graduale addattamento alla luce per non rovinare l’estetica della pianta.

c) Le annaffiature

Si è portati a credere che le piante “grasse” non necessitino praticamente di acqua, in realtà durante la stagione di crescita le annaffiature devono essere frequenti ed abbondanti per consentire loro uno sviluppo ed una fioritura rigogliosa. Nel deserto la grande differenza di temperatura fra il giorno e la notte permette la formazione della rugiada nelle prime ore del mattino , talvolta anche molto abbondante, che si condensa sulle piante permettendo loro di assorbire acqua a sufficienza ogni giorno. Agli inizi dell’autunno le annaffiature devono essere progressivamente diradate sino a sospenderle completamente consentendo alle piante di entrare in riposo. È in queste condizioni di vita sospesa che passeranno l’inverno sopravvivendo alle sfavorevoli condizioni ambientali.
Non affrettarsi ad annaffiare, controllare sempre il terreno, anche se in superficie risultasse asciutto, infilare una matita o un attrezzo legnoso per verificare la quantità di umidità ancora presente.
In estate, qualora le piante siano poste in pieno sole sarà necessario innaffiare quasi ogni giorno se si sono rispettati i criteri di porosità del terriccio.
Se siamo costretti a tenere le piante in casa, è necessario nebulizzare ogni tanto l’ambiente, stabilito per il ricovero, per non fare disidratare le nostre amate: i termosifoni asciugano l’aria. Io, di solito, ricovero in casa le piante che necessitano di temperatura più alta, Euphorbiaceae, ma pongo accanto a loro contenitori pieni di acqua di cui controllo costantemente il livello. L’acqua contenuta viene cambiata spesso con altra acqua preventivamente portata in ebollizione per garantire una certa umidità ambientale. Ho adottato questo sistema fino dall’inverno 1998 ad oggi e qundi posso dire che la soluzione adottata avuto successo per quasi totalità delle piante: sono andate perse alcune succulente con foglie pigmentate (per fortuna non tutte) e alcune con foglie carnose. Viste le morti ho cercato di trovare altre soluzioni: per primo ho modificato la collocazione, miglioramento tangibile, altre, quando sono sono riuscito acquistarle, avevano bisogno di più umidità ho provveduto a sistemarle in luogo più adatto , salvataggio riuscito; altre necessitavano di fresco, trovata la soluzione anche per esse; altre più caldo adottato maggior copertura anche se in casa, successo anche qui.


 

 

annaffiatorio 2 l                                                                                                                 tubo con carrello avvogitubo

 

Attualmente gli esperimenti continuano per trovare soluzioni sempre migliori

d) Il terriccio

Recentemente sono comparsi in commercio terricci già preparati specificamente per i Cactus e le altre succulente, questi, però, quasi sempre, occorre integrare con sabbia o ghiaia (lapillo)……. È comunque possibile farsi da sé il composto rispettando due regole fondamentali: il terriccio deve essere ben drenato per evitare ristagni d’acqua e non deve contenere sostanza organica indecomposta.
Una miscela standard può essere così composta:
2 parti di sabbia grossolana (va bene quella di fiume purché priva di traccie di limo) ,
1 parte di lava o argilla espansa “grana di riso”,
2 parti di terriccio da giardino possibilmente non torboso.

terriccio tipo per grasse

Secondo la mia esperienza il terricio per le Euphorbie dovrebbe contenere più terriccio di giardino o terriccio di foglie decomposto.
Consiglio di avere a disposizione tre o più contenitori con le varie componenti della miscela di terriccio separati per poter integrare durante il rinvaso.

e) Vasi e rinvasatura

Parallelamente con la scelta del terriccio va di pari passo la necessità di collocare la pianta in giusto vaso. A questo proposito in commercio esistono diversi tipi di vaso, piccoli o grandi, di plastica, di coccio, di ceramica e ultimamente anche di polistirolo.
Quale sia il meglio non ` facile a dirsi, dipende essenzialmente dalla nostra abilità di coltivazione. Il vaso di plastica, di ceramica o di polistirolo trattengono maggiormente l’acqua, mentre il coccio è più poroso ma rende più stabile la pianta specialmente se molto grande. In genere uso vaso di coccio per piante di una certa rarità, e di maggior difficoltàdi coltivazione e quando sono di grande dimensioni.
Io ho quasi tutte le piante in vasi di plastica fatta eccezione per quelle di grandi dimensioni, solo per il fatto che il coccio è pesante e quindi garantisce maggior stabilità
Le succulente non necessitano di rinvasi continui, mediamente ogni 3-4 anni. Se prima dei 4 anni ci accorgiamo che la pianta occupa tutto il vaso e soprattutto le radici escono dai fori del vaso dobbiamo intervenire cambiando il vaso.
È buona norma non usare mai dimensioni superiori ai 2 cm rispetto al vaso precedente; non collocare subito la pianta rinvasata al sole, aspettare qualche giorno; usare terriccio leggermente umido.
Per le spinose afferrare la pianta con un giornale o con un straccio cercando di formare un collare per non forarsi.
Nel rinvaso controllare per bene le radici, togliere le parti secche mantenendo solamente la parte viva.
N.B.: usare solo vasi forati e porre sempre sul fondo un buon stato di materiale inerte

f) La concimazione

Da aprile sino alla fine del mese di settembre le succulente svolgono una intensa attività di crescita e fioritura. In questa fase devono poter disporre di abbondanti sostanze nutritive è bene quindi intervenire mensilmente con concimazioni minerali, nel dubbio non somministrare nulla, innaffiare solo.
Io personalmente annaffio spesso usando lo spinello per la quantit&a; di piante possedute
Sul mercato sono facilmente reperibili concimi opportunamente studiati per le piante “grasse” sia liquidi che in polvere.
Prima di utilizzarli è necessario accertarsi che siano poveri di azoto e ricchi di potassio e fosforo: leggere attentamente quanto riportato dal fabbricante sulla confezione.
Nella confezione appaiono tre simboli chimici: N, P, K e talvolta con aggiunta di microelementi. Questi tre simboli stanno per AZOTO, FOSFORO, POTASSIO. La % giusta è 2, 4, 8 e suoi multipli.

Concime liquido per “grasse”

Seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulla etichetta della confezione.
Qualora ci fossero dei dubbi interpellare il venditore o un esperto della coltivazione. L’eccesso di sostanza fa bruciare irreparabilmente le piante. Una piccola quantità di calcio necessitano le spinose, ma il migliore rimedio è il sole. I fertilizzanti comunemente usati per le piante da appartamento sono inadatti e spesso nocivi per le succulente.

g) Le malattie

Il peggiore nemico delle piante succulente è il ristagno di acqua. Gli eccessi di acqua nel terreno causano marciumi alle radici che risultano spesso mortali per queste piante dei deserti. Onde evitare ristagni è buona norma tenere sempre i sottovasi privi di acqua. Personalmente. specialmente curo con meticolosa scrupolosità questo aspetto: dopo una forte pioggia mi assicuro che i sottovasi non abbiano accumulato l’acqua piovana, acqua che poi io riutilizzo nelle annaffiature. Se la pianta non è completamente marcia si può tentare di tagliare con un un coltello ben affilato asportando tutta la parte marcia, si deve rivedere il colore verde e il tessuto di una cera consistenza. Lasciare asciugare fino cicatrizzarsi e quindi ripiantare in una miscela adatta, normalmente la pianta rigetta ricostruendosi le radici. Nei casi molto gravi è necessario intervenire con prodotti specifici vedi Ossicloruro di rame (Pasta SIAPA FNC o Caffaro FNC)

 



                      

                                                                                                                                   Pasta Siapa FNC                                                                                           

Pasta Caffarro FNC

 

o Mancozeb. o prodotti simili sempre rameici.
Il ragnetto rosso non è visibile ad occhio nudo, mentre la cocciniglia si manifesta sotto forma di scudetto o come un batuffolo di cotone. Per questo fastidioso insetto non usare olio bianco, brucia i tessuti , ma olio minerale estivo. L’olio minerale deve essere estivo ad elevato grado di insulfonabilità (questo parametro deve essere intorno al 95% o superiore), poiché nelle altre tipologie le temperature estive favoriscono la fitotossicità del prodotto (grado di insulfonabilità più basso). Controllare in etichetta questo valore percentuale, se è meno del 90% va usato nel periodo invernale e in ogni caso la somministrazione va effettuata nelle ore più fresche della giornata e all’ombra.
Le cure sono le stesse in uso per le piante d’appartamento. Prima di intervenire è sempre consigliabile consultare un esperto presso le associazioni di amatori delle piante succulente od il proprio Garden di fiducia.
È buona norma disinfettare le piante prima della ripresa vegetativa e prima della loro collocazione invernale. Qualora si manifestasse attacco di cocciniglia, isolare la pianta o le piante e intervenire con pesticidi sistemici o con una mistura composta da acqua e alcool denaturato in parti uguali e acaricida anche se la cocciniglia non è strettamente un acaro, nella misura consigliata nelle confezioni, non usare mai e poi mai olio bianco, come abbiamo già detto; perché bruciano i tessuti delle succulente. Altri prodotti usabili per debellare la cocciniglia Reldan22, Movento 48 sc

 

                Reldan 22                                                                                                                        Movento 48 sc

o anche in un litro di acqua alcune gocce di sapone di marsiglia.In genere si nebulizza per bene la parte colpita, si aspetta qualche minuto (il tempo che la mistura usata faccia effetto) poi si interviene spazzolando con uno spazzolino da denti a setole semi-dure.

h) La semina

Ho lasciato volutamente per ultimo questa pratica in quanto non segue i canoni delle semine delle piante in fiore. Prima di tutto bisogno essere certi dei semi acquistati ed avere la certezza dei nomi. Una volta acquisito queste basilari notizie ecco come si deve procedere:
a) scelta del contenitore
b) terriccio
c) umidità
d) cartellini e annotazione su apposito quaderno
e) semina
f) copertura e collocazione del contenitore
g) controllo e concimazione

Scelta del contenitore

Il contenitore dipende necessariamente dalla quantità di semi posseduti, comunque è necessario avere un contenitore più grande non forato e uno più piccolo con fori. La scelta del materiale non è molto importante, necessariamente la scelta deve essere in funzione del suo successivo collocamento dopo la semina. Sul fondo del contenitore più grande mettere un paio di cm di sabbia da mantenere sempre umida o mantenere sempre un velo d’

Terriccio

La miscela di terricio da usare per la semina deve essere il pi&ugrave povero possibile e molto poroso, non è necessario che sia concimato: il seme almeno per i primi tempi provvede da solo. Il terriccio deve essere sterillizzato con alta temperatura per eliminare i funghi presenti eventualmente e gli insetti dannosi. Personalmente finora ho usato acqua bollente (100° C con funghicida nella misura consigliata dai rivenditori.

Umidità

Se non si ` provveduto a fare il trattamento sopra indicato è necessario innaffiare abbondantemente il terriccio e mantenerlo tale fino alla nascita delle piantine. Innaffiare sempre dal basso.

Cartellini e annotazione su apposito quaderno

Per ogni semina occorre sapere il nome della pianta seminata ed ecco la funzione del cartellino. Il quaderno serve per controllare gli avanzamenti e i lavori fatti e da fare ed avere la certezza della semina: il contenitore una volta riempito verrà diviso in tanti scomparti di cui si disegnerà sul nostro quadernino la cartografia (tanti quanti sono i nomi dei semi in nostro possesso.
Seminare in unico contenitore i generi appartenenti alla stessa famiglia.

Semina

Come ho già detto seminare generi della stessa famiglia insieme. La semina non deve essere a largo raggio anzi deve avvenire nel più breve spazio possibile per cui nella divisione del contenitore in scomparti tenere presente che le grasse non prediligono spazi larghi. In genere abbiamo semi di minuscole proporzioni quindi una volta effettuata la semina non è necessario ricoprire i semi, fatta eccezzione per quelli più grossi Euphorbiaceae, Crassulaceae ed altre.
Per la scelta dei semi direi di iniziare con i più semplici (la maggior parte delle Cactaceae).
Per spargere i semi si può adottare un piccolo contenitore con sabbia in cui poniamo i semi piccoli o grandi che siano, mescoliamo la sabbia poi versiamo il tutto nel contenitore da semina che abbiamo preparato in precedenza. Dopo i primi successi si può provare anche con le più difficili chiedendo anche informazioni a chi ha fatto esperienza a tal riguardo.

Copertura e collocazione del contenitore

Il doppio contenitore serve per poter usufrire di un appoggio per un cappuccio con films di plastica (ottimi i sacchetti di pasta che spesso i supercati gettano) o per una lastra di vetro o plexiglas. Ciò è possibile se il contenitore della nostra semina è più basso e memo largo dell’altro. Effettuato la copertura il tutto va collocato alla luce ma non al sole. È non spostare più il contenitore della semina.

Controllo e concimazione

Dopo due o tre settimane le piante cominceranno a spuntare. Appena si vedranno le prime foglie sarà necessario areare maggiormente e prestare molto più attenzione ai funghi, a tal riguardo propongo una leggera spruzzatura con un funghicida nella quantità inferioree a quella proposta nelle etichette. Contemporaneamente alla spruzzatura leggera di funghicida darei anche fosforo e potassio in bassissima percentuale diciamo ogni 20-25 giorni. Per non incorrere ad errori che pregiudicherebbero la formazione della pianta prenderei nota delle operazioni sul nostro prezioso quaderno e agirei di conseguenza: aumenterei o diminuirei a secondo della crescita o delle perdite, comunque ` necessario lasciare il tempo per l’assorbimento alternando la concimazione con la innaffiatura semplice. Non esagerare mai, nel dubbio sospendere qualsiasi operazione e procedere solo con attenta visione tenendo presente che l’umidità è la causa principale dei nostri insuccessi quindi arieggiare ed eliminare qualsiasi eccesso di acqua, e , se necessario, solo spruzzare leggermene. 
Buona riuscita.