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Nozioni

MA CHE COSA E’ UNA PIANTA “GRASSA”

Nel corso di millenni immense distese del nostro pianeta sono state progressivamente caratterizzate da carenza di acqua.
Le piogge vi sono divenute deboli, rare ed irregolarmente distribuite durante l’anno, i corsi d’acqua sono scomparsi.
Queste regioni oggi sono i deserti.
Gli sconvolgimenti del clima hanno provocato profonde mutazioni in alcune specie vegetali che popolavano queste zone; il fine ultimo della sopravvivenza ha richiesto grandi adattamenti ad un ambiente via via sempre più ostile a qualsiasi forma di vita.
Le nuove piante originatesi vengono chiamate xerophyte (xeros = secco) o piante degli ambienti aridi. Non tutte le xerophyte sono però “grasse” o, più comunemente succulente; questo appellativo è riservato a quelle specie che hanno sviluppata la capacità di costituire riserva d’acqua veri e propri magazzini, in un organo del loro corpo.
Si hanno così diversi tipi di succulenza: nelle foglie (Crassule, Sempervivum ) nel fusto (Cactaceae, alcune Euphorbiaceae) ed ancora nelle radici o nella zona di passaggio fra queste ed il fusto (caudiciformi).

Crassula buddha's temple

Crassula buddha’s temple
Tom (Palermo) – Cactus & Co

Sempervivum calcareum

Sempervivum calcareum
Fralpa (Palermo) – Cactus & Co

Pelecyphora pseudopectinata

Pelecyphora pseudopectinata
joe .g (Roma) – Cactus & Co

Euphorbia sekukuniensis

Euphorbia sekukuniensis
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co

Euphorbia trichadenia

Euphorbia trichadenia
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co
bellissima caudiciforme

La possibilità di assorbire rapidamente e conservare a lungo nei loro tessuti ingenti quantità di preziosa acqua è stata la risposta di queste piante al deserto.
Non è la sola caratteristica curiosa per resistere alla fortissima insolazione hanno dovuto modificare la loro forma, abbandonare spesso le foglie mutandole in spine,coprirsi di peli o di cere. Da qui la grandissima varietà di forme bizzarre e curiose che le rende tanto attraenti.
Altrettanto affascinante è la “voglia di vivere” che emanano: nei luoghi di origine all”esterno spesso di giorno si superano i 45-50° in queste specie vegetali le temperature al loro interno possono raggiungere 20° C, ma resistono ugualmente, qualsiasi altro vegetale avrebbe vita breve.
Di notte viceversa ci si avvicina molto allo 0° C e l’acqua contenuta nei tessuti diviene un’arma a doppio taglio potrebbe infatti congelare provocando la morte delle piante stesse: ecco perché il loro succo assomiglia ad una mucillagine densa ed amara.
In un ambiente così ostile vi è anche l’esigenza di proteggersi dai predatori: le loro riserve d’acqua costituiscono una forte attrattiva per gli animali che devono sopravvivere nel deserto. Per difendersi da questo pericolo,le succulente hanno sviluppato spine fitte e robuste o succhi velenosi ed ancora la capacità di mimetizzarsi confondendosi all’ambiente che le circonda divenendo indistinguibili da pietre o sassi o scomparendo nel terreno.Esempio tipico di questo mimetismo sono i Lithops

Lithops lesliei ssp. lesliei var. lesliei, (grey Form), C 151

Lithops lesliei ssp. lesliei var. lesliei , (grey Form), C 151
Stabiae (Napoli) – Cactus & Co

HABITAT – DOVE VIVONO

Le piante “grasse” sono distribuite nelle zone tropicali e subtropicali del pianeta, ma non è raro trovarne anche nelle regioni boreali.
Nella nostra Italia si trovano specie come il Sedum acre molti Sempervivum sono piante delle zone montane della penisola dove colonizzano su coste rocciose e soleggiate, povere di acqua, od addirittura tetti delle abitazioni.

Succulente endemiche in Italia

Sedun acre

Sedum acre
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co

Sempervivum caucasicum

Sempervivum caucasicum
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co

Sempervivum kosanini

Sempervivum kosanini
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co

Sempervivum montanum
Sempervivum montanum
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co
Sempervivum xluisae

Sempervivum xluisae ibrido di S. arachnoideum
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co

Sempervivum pumilum

Sempervivum pumilum
Mariangela [Pessano C/Bornago (MI)] – Cactus & Co

Le forme più bizzarre di succulenza provengono dal continente americano e dall’Africa. In queste zone i Cactus ed i Baobab e le Aloe costituiscono la caratteristica predominante di quegli splendidi paesaggi a cui tanti documentari ci hanno abituato.
L’uomo conosce ed utilizza le piante grasse da millenni. In Messico si sono trovati frutti e semi di Cactus negli scavi di insediamenti risalenti a molti anni prima di Cristo. In epoca classica naturalisti dell’antica Roma conoscevano diverse specie succulente nostrane. Al loro arrivo in America i Conquistadores spagnoli entrarono in contatto con civiltà la cui religione sfruttava il potere allucinogeno di un Cactus, il peyote, per entrare in contatto con gli dei, mentre la gente comune beveva un liquore ricavato dal succo delle Agavi detto pulque o tequila. Le prime notizie precise ed i primi tentativi di classificazione di succulente d’oltreoceano risalgono alla metà del 1500, ma è stato soltanto dalla fine del secolo scorso che la scienza ha iniziato ad interessarsi approfonditamente delle piante “grasse”. Alcune specie sono state scoperte soltanto agli inizi degli anni ’80 e molte ne restano ancora da scoprire.

CLASSIFICAZIONE

Le nostre amate piante hanno in genere un cognome (genere) e nome (specie). Il genere comincia con una lettera maiuscola, mentre la specie è sempre in minuscolo. Il genere e la specie sono in latino.
Quasi sempre il genere comprende le specie che hanno certi caratteri comuni, ma differiscono da altri. La identificazione corretta della pianta non sempre è facile, occorre fare uno studio approfondito in cui è necessario conoscere il luogo origine, la forma delle spine, il fiore nei minimi particolari (colore, organi sessuali maschili e femminili, il tipo di corolla, …..).
Attualmente da studi fatti da esperti si ha la certezza assoluta della famiglia e quasi totalmente del genere (esistono diverse correnti di pensiero su alcune varietà ).
Inizialmente il nome della specie indicava la caratteristica della pianta (si esprimeva con un aggettivo), oppure dell’uso che ne faceva. Poi si è ricorsi sempre più al nome sostantivato dello scopritore o del primo che ne ha studiato le caratteristiche (Opuntia bergeriana in onore di A. Berger)………..
Appartengono alla stessa specie tutte le piante che sono simili fra di loro.

I generi affini sono riuniti in famiglie, le famiglie in ordini, gli ordini in classi, ……….
Fra queste unità sistematiche esistono gradi intermedi per cui le famiglie sono talvolta divise in sottofamiglie, famiglie e sottofamiglie in tribù e sottotribù, certi generi in sottogeneri e sezioni, molte specie in sottospecie, varietà e se la differenza è quasi impercettibile si hanno forme.